Defunti! Definiamo l'indefinibile cliché della Vita: come lapidi ed epitaffi mostriamo la risata del Tempo! Vedo Dio nell'oblio della continuazione. Sono infin, sin previsioni né sarà. Nella mia resurrezione ho peccato d'invidia. Non vorrei propagare il mio è stato, ma coinvolgerlo nell'eterna ora fissata. In quel mentre son morto più volte nel magico gioco c'ho perso, con lo spirito infangato, sfinito, affaticato Come sarà la vita ora che conosco la Morte? (Mi sa che lo chiedo a Dio).
Andrea Falcone