CRISTO ORFEO BACCHICO
by Donatella Leoni
Chi punge un occhio lo fa lacrimare /
Chi punge un cuore ne scopre il sentimento / (Sir. 24,19)
Allontanata per ritrovarti /
sei /
congiunto palmo, /
suono sordo di una sola mano, /
rumore di bicchieri vuoti di vetro contro vetro./
Non comprendevo davvero le tue melodie disarticolate /
il rumore tuo sordo nella selva dei riferimenti. /
Simboli accecanti e fitti /
si paventavano cosė opachi al mio sguardo /
che non oltrepassavo alla vista. /
Una pesante coperta si disegnava a fronte /
del mio piano prospettico /
e a guisa di raggi io tentavo di penetrarla /
come freccia sanguinante, puntualmente respinta, /
magicamente quintuplicata. /
A poco servivano le stanche litanie /
pronunciate in mille lingue /
se tu non volevi incontrarti nella foresta /
degli alberi filosofici incompiuti, nei giri miei /
peripatetici intorno al grande stupa. /
Errabonda ancora nelle circonvoluzioni dei tuoi labirinti informi, /
calava sul mio capo in tuo logos /
tanto da stringermi il collo in un cappio. /
Solo quel tuffo temerario all'interno della carne, /
il reale del reale, /
quella buca invischiante miele, /
una trappola per me operaia muratrice /
imperfetta ape nel calice profumato che m'hai teso /
mio omicida, /
dove ho rischiato di annegare /
e ho rigenerato in me /
il tuo senso di verde alga /
di piangente vite a primavera dopo dolorosa potatura /
che tuttavia sviluppa i suoi tralci di vera vite.
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