SENZA FARE RUMORE
by Federico Guglielmi
Nevicava. E questo poteva bastare a darmi una ragione sufficiente per rimanere in casa a fare cose strane del tipo frullati che non avrei mai bevuto, o magari piegare per l’ennesima volta le mie maglie come ad obbedire ad un dictat di ordine proveniente dall’alto, ma la mia miopia miscelata alle strane luci che provenivano dall’esterno mi ispirò invitandomi ad uscire.
Presi il cappotto, o comunque quello che vi rimaneva dopo che Alì vi si era grattato le unghie per una mattinata intera, e mi lasciai la porta alle spalle.
Un mondo innevato e silente mi stava attendendo, un lungo e stranamente placido serpente di macchine si snodava in ogni dove.
Avevo voglia di zucchero filato, di mandorle o di qualche altra schifezza natalizia, ma nel portafogli avevo poco più che la patente e così presi i miei sfizi e li rinchiusi dove ero uso rinchiudere tutti i desideri irrealizzabili grandi o piccoli che fossero.
Percorrevo quella strada da almeno 10 anni, tutti i giorni avanti e indietro, per andare e venire dall’ufficio, eppure… eppure non avevo mai visto quello spettacolo di luci riflesse sulla neve, tutto appariva come un enorme specchio deformante sul quale la luce giocava come un instancabile moccioso.
Anche i bambini con i loro nasi ghiacciati erano insolitamente silenziosi e per un istante ebbi quasi il timore di essere diventato sordo, schioccai le dita e ne udii il rassicurante suono, ma nessun altro intorno a me faceva rumore. La strada era sempre intasata di macchine; macchine vuote!
Mi girai per ritrovare i bambini di prima, ma niente, spariti; corsi dentro un negozio, vuoto anche quello, entrai in una cabina alzai il ricevitore e non udì nessun suono, all’improvviso la strada era muta…..gridai forte; gridai tanto forte da sciogliere la neve, di colpo aprì gli occhi, mi accarezzai la barba e controllai quanto c’era nel piattino: 15.000 lire, non male.
La giornata andò come doveva andare, i treni della metro andavano e venivano come sempre, - forse dovrei smettere di fare sta vitaccia da cane bastardo - pensai - misi gli spiccioli nella tasca, cento lire caddero a terra…..senza fare rumore.
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