Antonio Nasca »
Il mio mare
Sono già le 20 e il tempo scivola via senza che te ne accorga.
I preparativi fervono anche se devi fare solo 30 miglia e parti solo per tre giorni, e così non ti accorgi che sei in vacanza già da varie ore ……… normalmente sei ancora in ufficio a finire le ultime cose. E gli imprevisti sono in agguato: “Cavoli! Ho lasciato le valvole del tenderino a casa …… ed ora? Vediamo se qualcuno sul molo me ne presta uno.” E altro tempo passa “sempre peggio, nessun gommoncino disponibile, OK ne faremo a meno.” La cena, la benzina, il latte va in ghiacciaia, le cerate nell’armadio, il pile lo metto, prepariamoci le scotte del genoa e del gennaker ………… Finalmente! Giuliana e Federica dormono giù in cabina, sono le 23, il motore è in moto, le cime cadono in acqua, corri al timone, la barca scivola lenta nelle calme acque del porto. PARTITI.
Ora sei cosciente che la navigazione è iniziata, ti aspettano circa 5 ore di mare (poche, troppo poche), puoi stare con te stesso, poi come ogni volta sarà difficile il rientro, sempre più difficile.
Metti il pilota automatico, preparati un caffè, uno sguardo fuori dal tambuccio per controllare che non arrivi nessuno, e di nuovo giù al tavolo da carteggio per tracciare la rotta, scrivere la partenza sul diario di bordo, segnare un primo punto nave. Certo può sembrare ridicolo, devi fare solo poche miglia, e la rotta la sai a memoria, così come tutte le secche, gli scogli, e i fari, le mede ecc., ma bisogna pur sognare ogni tanto, far finta che l’isola da raggiungere non sia la solita Ventotene (per altro meravigliosa e magica) ma Pasqua, o Sant’Elena, o le Galapagos o non saprei, far finta che davanti non ci siano 5 ore di mare nostrum ma vari giorni di Atlantico o di (non tanto) Pacifico o di insidioso Indiano.
Ti affacci fuori: la luna sta sorgendo. Una mezza luna grande e rossa, sembra in fiamme, splendida, tra poco salirà nel cielo e ti illuminerà la barca a giorno, potrai leggere (o quasi) il tuo libro preferito. Il tempo passa, le luci di Ischia pian piano svaniscono, resta solo il faro di Punta Imperatore a farti compagnia, ma non sei solo, sei con il tuo mare, sei parte di esso, ne sei legato e non lo lascerai. E ti fa compagnia il vento, che ti accompagna silenzioso, che ti accarezza lieve, che ti culla dolcemente, che rinforza quel tanto da poter spegnere il motore. SILENZIO!.
Per chi non sa ascoltare. Tu senti lo sciabordio dell’acqua sullo scafo, il frangersi di qualche onda, il fruscio delle vele. E così avanzi in questo mare immenso miglio dopo miglio, onda dopo onda, verso una meta che non vedi l’ora di raggiungere. Incredibili i marinai sognano il mare se sono a terra e la terra quando sono a mare. Il vento gira. E’ un lasco pieno. Vai a prua e prepari il cambio di vela, ora alla drizza, su il gennaker, giù il genoa, ecco la grande vela gialla e azzurra che si gonfia, ti spinge potente e L’Arca inizia a sollevare la sua prua scivolando sulle onde. Che bella la scia che lascia dietro illuminata dalla luna. Il log indica 5,2 nodi, possibile?! Uno sguardo al GPS conferma, anzi ti dice addirittura 5,5 !! Come farai a tornare alla tua banale automobile, alle strade disegnate da altri, alle code ai semafori? Nessuno potrà mai cancellare le emozioni che il mare ti ha dato (e ti continuerà a dare).
Ecco le luci di Ventotene, il faro, il rosso d’ingresso del porto, e il verde? (che fine ha fatto?).
Pian piano appare tutto il paese, sembra un presepe, sembra finto, fai finta che sia lì apposta per te. Ti senti parte di un sogno. Sei inebriato da tutto questo. Ma già ti dai da fare. Accendi il motore, vai all’albero ad ammainare il gennaker, poi la randa, sistemi tutto, prepari l’ancora, e al minimo ti inoltri nel porto (il verde è spento) sperando che il ronzio del motore non disturbi la magia del posto. Esce Giuliana a darti una mano. Un giro, cerchi un posto, lo individui, splendida Cala Rossano a settembre con qualche barca in rada e poche altre ormeggiate all’inglese lungo il molo. Il tonfo dell’ancora che si tuffa nell’acqua, la catena che scorre, 20 metri di calumo sono sufficienti, guanta, senti l’ancora che morde la sabbia del fondo, la barca si ferma. Spegni il motore, chiudi le vele, gli ultimi controlli. Ti stendi in pozzetto a goderti la pace, sei soddisfatto, ti sembra di aver fatto chi sa quale impresa (non esagerare!!!). Sono le 5 e non hai voglia di andare in cuccetta, Giuliana ti chiede se è tutto ok, poi torna a dormire. Tu ti senti parte integrante di questo mondo meraviglioso che è il mare.
Se anche una sola volta avete scritto un racconto o state pensando di scriverlo apposta per noi, inviatecelo via mail e noi lo pubblicheremo su queste stesse pagine.

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