PORTO ERCOLE, MON AMOUR
by Gabriella Raffaele

Desidero parlare di Porto Ercole: sarà perchè è lì che sento fortissime le mie radici (anche se vivo a Napoli e mi piace la città). Infatti mi è stato inculcato dalla mia famiglia un grande amore per questo posto fantastico (mia madre è nata in un casale a Porto Ercole, alle falde della collina di Forte Filippo e poco lontano dal porto di Cala Galera che è stata, prima che le cambiassero i connotati, la splendida spiaggetta della mia infanzia; entrambi i miei genitori riposano nel cimiterino luminoso e coloratissimo di fiori a poco più di un kilometro dal centro storico).

Ma procediamo con ordine. Innanzi tutto voglio precisare che il mio grande amore è per Porto Ercole, non solo la più graziosa ma la più ricca di storia, rispetto all'altro paese che fa parte del Comune, Porto S. Stefano, più grande e più organizzato, ma certamente con meno fascino. (Chiarisco: mi riferisco al centro urbano, non alla costa, ugualmente splendida).
Dicevo che Porto Ercole, oltre a possedere un patrimonio naturalistico di prim'ordine, è ricchissima di storia: ne sono testimonianza, tra l'altro, le tre fortezze spagnole che la sovrastano: Forte Filippo II, Forte Stella e la Rocca spagnola.
Al di sotto di quest'ultima ancora oggi si può ammirare quel grappolo di case, alla cui sommità è la chiesa di S. Erasmo, che costituiscono il primo nucleo del centro storico (la foto aerea dà qualche idea).

Il paese è stato la località più importante dello Stato dei Presìdi spagnolo. La prova è quel grandissimo affresco nel Salone dei Cinquecento in palazzo Vecchio a Firenze: "La presa di Porto Ercole" di Giorgio Vasari che si riferisce alla conquista del territorio da parte delle truppe spagnole nella memorabile battaglia del 10 giugno 1555.
La costa dell'Argentario è di una bellezza strepitosa, si susseguono spiaggette deliziose ad alti dirupi, e insenature bellissime; grotte piccole dai riflessi coloratissimi (come la grotta azzurra) e immensi antri ricchi di stalattiti e stalagmiti (come la cala dei Santi); spiagge dotate di sabbia ma anche di scogliere come le Viste, le Cannelle o la "Spiaggia lunga".

E gli isolotti che circondano il promontorio?
L'Isolotto con il suo delizioso codino (foto a destra), l'Isola Rossa dal fondale splendido, l'Argentarola dai riflessi fantastici.

Ma l'Argentario vanta anche, un po' piu' al largo delle sue coste, isole il cui soggiorno lascia un ricordo indelebile: il Giglio e Giannutri.
Vorrei far sapere inoltre a chi non c'è stato che l'Argentario è un promontorio di poco piu' di 600 metri, legato alla terra da due strisce di sabbia (vedi cartina): il tombolo della Feniglia, costituito dalla spiaggia omonima e da una lunghissima pineta ricca di fauna tra cui tanti deliziosi scoiattoli che, senza paura si avvicinano alle persone.

Anche qui possiamo evidenziare un altro fatto storico: sulla spiaggia della Feniglia, nel 1610, è stato ritrovato il corpo del grande pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio, probabilmente caduto da una nave. Una stele con una suggestiva scultura, posta in pineta, ne ricorda l'evento.
L'altro tombolo è quello della Giannella.
Anche qui c'è una lunga spiaggia e una folta pineta, ma al centro è stato asfaltato e risulta uno dei due collegamenti alla terra ferma.
Fra i due tomboli c'è il lago di Orbetello e al centro il Comune omonimo. Un lungo ponte detto "la diga" collega Orbetello all'Argentario (la cartina può ancora aiutare).
C'è la possibilita' di salire al Monte e di godere della vista dei tomboli, di Orbetello e di Porto Ercole con i suoi tre Forti, l'Isolotto, il porto naturale e quello di Cala Galera. Nel versante opposto si puo' vedere dall'alto l'Isola Rossa con le coste circostanti e da lontano il Giglio. Nelle limpide giornate invernali da questo punto si puo' intravedere l'isola di Montecristo e, molto di rado, addirittura la Corsica.

Concludo con due notazione e due immagini sulla "mia" Porto Ercole.
L'alba. Come si sa, nel lato occidentale della penisola italiana, l'alba non si può ammirare dal mare, a meno che non ci si trovi su un'isola o all'Argentario, magari nella magnifica postazione della terrazza del mio casale che ci ha regalato nel tempo delle immagini sempre nuove e indimenticabili.
Al tramonto, se ci si trova a passeggiare sul lungo braccio del porto, di fronte alla passeggiata del lungomare, in un punto che vede la montagna, c'è un attimo in cui il mare assume un aspetto intensamente argentato: è un istante di magia...


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