ESPERIENZA IN SAUDI ARABIA
by Mario Marchetti
Mi ritrovo a guidare con il fresco dell'aria condizionata, mentre fuori c'è un solleone a 48° C (misurati; da quelle parti sono la norma, in Luglio), nel mezzo di una tempesta di sabbia, tra due citta' sperdute nel nulla nel sud dell'Arabia, quasi ai confini con lo Yemen: tra Qunfudah, sul mar Rosso, e Abha, a 2.000 metri sull'altopiano di Asir (provate a cercarle sulla carta...).
Ad un certo punto, nell'imperversare della sabbia rovente, scorgo sulla mia strada un Pick-up con sulla parte dedicata alle merci un fagotto nero: una donna, poverina, che cerca di ripararsi come puo' dal caldo e dalla sabbia pungente; essendo nello stesso tempo costretta, dalla sua religione, educazione e tradizioni, a non scoprire la faccia, tiene serrato stretto il velo nero tra i denti.
Sorpasso il Pick-up, pensando che l'interno, condizionato, come tutte le vetture lì, fosse già pieno di altra gente: con sorpresa, sul sedile posteriore scorgo un....... piccolo cammello, di certo nato da poco, evidentemente piu'
prezioso per chi è alla guida del camioncino, il pastore locale, beato nel fresco dei suoi 20° C, della moglie seduta sul piano di carico. .
Non vorrei sembrare anti femminista, ma ammetto che nel raccontarlo a mia moglie, tornato in Italia, non ho saputo rinunciare ad una vena di sarcasmo.
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